La fine del viaggio nei posti dell'anima
21 Luglio 2018 La nottata è passata rapida e indolore, molto probabilmente per la stanchezza mentale e fisica che ha invaso la mia carcassa. Apro gli occhi e il giapponese che ieri giocava al PC non c'è già più, il sionista del nord invece se ne fa di sonno. Sono le 9.00 del mattino, fuori è già caldo, l'immensa famiglia di russi che alloggia al piano superiore è operativa e alquanto rumorosa, cucinano di tutto, dalla carne al pesce passando per latte e cereali; i più piccini urlano, piangono e corrono da un lato all'altro dell'immobile, i grandi non hanno alcuna delicatezza nel chiudere porte, uno in particolare entra e esce dalla porta che da nel prato in continuazione finché incrociando lo sguardo gli dico qualcosa ricco di nervosismo; aspetto un litigio, invece mi chiede scusa e va. Mi preparo un tea, lo bevo, raccolgo i miei averi, raccolgo quel briciolo di spirito che mi è rimasto e mi contraddistingue e lo infilo nelle scarpe ormai rotte. Affronto ...