Un giorno di diluvio montenegrino
5° giorno ad est ma non troppo
Giornata di pioggia.
Ma tanta di quella pioggia che non ne vedevo da anni.
Ci svegliamo in piena montagna in una stanza da baita trentina, la colazione è sempre con lo sguardo alla finestra. Non piove ma il cielo è minaccioso. Le previsioni meteo non annunciano nulla di buono, dalle ore 12 dovrebbe diluviare.
Benzina fatta ieri sera, frutta comprata e partiamo per questi 20 km circa che ci separano dal Durmitor.
È tutto un favoloso verde attorno a noi, ecco il perchè lo ribattezzato la Svizzera dei Balcani.
Raggiungiamo un altipiano dove incontriamo resti di mura di cinta e case di legno a punta che, come ci indica una scritta segnaletica, sono di interesse storico nazionale. Siamo a Stecci.
Nonostante il cielo nero e la paura della pioggia, non resistiamo e ci fermiamo per delle foto ma soprattutto per ammirare questo scenario che mi ricorda l'Irlanda nei dintorni di Galway.
Ma tanta di quella pioggia che non ne vedevo da anni.
Ci svegliamo in piena montagna in una stanza da baita trentina, la colazione è sempre con lo sguardo alla finestra. Non piove ma il cielo è minaccioso. Le previsioni meteo non annunciano nulla di buono, dalle ore 12 dovrebbe diluviare.
Benzina fatta ieri sera, frutta comprata e partiamo per questi 20 km circa che ci separano dal Durmitor.
È tutto un favoloso verde attorno a noi, ecco il perchè lo ribattezzato la Svizzera dei Balcani.
Raggiungiamo un altipiano dove incontriamo resti di mura di cinta e case di legno a punta che, come ci indica una scritta segnaletica, sono di interesse storico nazionale. Siamo a Stecci.
Nonostante il cielo nero e la paura della pioggia, non resistiamo e ci fermiamo per delle foto ma soprattutto per ammirare questo scenario che mi ricorda l'Irlanda nei dintorni di Galway.
Si raggiunge Zabljak, un borgo abituato al turismo. Tutti sono a ripararsi. Piove.
Non riusciamo a raggiungere il lago nero per la pioggia sempre più forte, eppure sono un paio di km.
Parcheggiamo e ci buttiamo dentro il centro informazioni turistiche del Natural Parc, dove chiediamo un bagno e ci rispondono picche. Muah!
Eppure io curiosando un bagno lo trovo.
Dentro il centro ci sono esposti tutti gli esemplari di flora e fauna presenti nel Parco.
Due funzionari, una ragazza poco utile e un commerciante che é la materializzazione dell'indolenza, ci vedono bagnati e in difficoltà e se ne fottono letteralmente.
Decidiamo di tornare indietro al borgo, poco più di 1 km, nonostante la pioggia, per ripararsi in un bar.
Così facciamo, dopo aver trovato un porticato alla Tiger. Dentro troviamo due cameriere e proprietario non proprio gentili, anzi cafoni!
Un caffè... Un tavolino... La toilette, oggi mi viene di farla ogni 15 minuti.
Quando sembra che il cielo ci dia una tregua, ci avviamo al famoso lago... ma una volta raggiunto viene giù una bomba d'acqua che sembra non avere fine.
Un paio di ore almeno.
Coperti con i giubbini da moto waterproof parcheggiamo la #Tiger800xc vicino al gabbiotto della forestale Montenegrina che ci fa i biglietti per visitare il parco naturale e ci tiene i caschi a riparo dall'acqua.
Il Parco Nazionale di Durmitor è il più grande tra i 5 parchi nazionali in Montenegro. Durmitor si trova nella parte settentrionale del Paese, con una parte del parco che si estende lungo il confine tra il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina. L’intero parco fa parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 2005, mentre la gola del fiume Tara appartiene alla lista del patrimonio mondiale dal 1977.
Non riusciamo a raggiungere il lago nero per la pioggia sempre più forte, eppure sono un paio di km.
Parcheggiamo e ci buttiamo dentro il centro informazioni turistiche del Natural Parc, dove chiediamo un bagno e ci rispondono picche. Muah!
Eppure io curiosando un bagno lo trovo.
Dentro il centro ci sono esposti tutti gli esemplari di flora e fauna presenti nel Parco.
Due funzionari, una ragazza poco utile e un commerciante che é la materializzazione dell'indolenza, ci vedono bagnati e in difficoltà e se ne fottono letteralmente.
Decidiamo di tornare indietro al borgo, poco più di 1 km, nonostante la pioggia, per ripararsi in un bar.
Così facciamo, dopo aver trovato un porticato alla Tiger. Dentro troviamo due cameriere e proprietario non proprio gentili, anzi cafoni!
Un caffè... Un tavolino... La toilette, oggi mi viene di farla ogni 15 minuti.
Quando sembra che il cielo ci dia una tregua, ci avviamo al famoso lago... ma una volta raggiunto viene giù una bomba d'acqua che sembra non avere fine.
Un paio di ore almeno.
Coperti con i giubbini da moto waterproof parcheggiamo la #Tiger800xc vicino al gabbiotto della forestale Montenegrina che ci fa i biglietti per visitare il parco naturale e ci tiene i caschi a riparo dall'acqua.
Il Parco Nazionale di Durmitor è il più grande tra i 5 parchi nazionali in Montenegro. Durmitor si trova nella parte settentrionale del Paese, con una parte del parco che si estende lungo il confine tra il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina. L’intero parco fa parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 2005, mentre la gola del fiume Tara appartiene alla lista del patrimonio mondiale dal 1977.
Ci sono 17 laghi glaciali nel parco nazionale. Il più noto è, appunto, il Lago Nero.
40 cime delle montagne sono all’altezza di più di 2000 metri, la più alta cima è Bobotov kuk (2522m).
40 cime delle montagne sono all’altezza di più di 2000 metri, la più alta cima è Bobotov kuk (2522m).
Siamo proprio bloccati. Poi nonostante l’acqua non cessi neppure un minuto, decidiamo di avviarci. Una breve passeggiata dentro un bosco verde e profumato, esaltato dalla pioggia che cade fitta fitta, arriviamo al lago nero.
È bello, con la nebbiolina tutto intorno che sale e la pioggia che contribuisce a creare foschia, sembra quasi finto...
Un posto magico, che purtroppo nn riusciamo a gustare appieno per via del brutto tempo. Anche se siamo bardati, ci sentiamo un po’ umidi... la cervicale a breve ne risentirà.
Solo un gruppo di giappo-cini-coreane nn sembra risentire delle avverse condizioni climatiche e ride, felice, mentre addirittura alcune di loro sono impegnate in una video chiamata dall'altra parte del mondo.
Bah.... misteri!
Noi, non riusciamo neppure a usare il cell eppure siamo in Europa, nel continente Europa, queste addirittura tengono video conferenze... Vai a sapé!
Vorrei passeggiare intorno al lago, come qualche temerario fa, ma il terriccio è diventato fango e zavorrina non sembra assai d’accordo. Perciò, visto che ha ricominciato a piovere violentemente, ci avviamo verso l’unico ristorante che affaccia proprio sul lago. Con noi altri turisti bloccati e tutti siamo sconsolati mentre non accenna a diminuire.
È bello, con la nebbiolina tutto intorno che sale e la pioggia che contribuisce a creare foschia, sembra quasi finto...
Un posto magico, che purtroppo nn riusciamo a gustare appieno per via del brutto tempo. Anche se siamo bardati, ci sentiamo un po’ umidi... la cervicale a breve ne risentirà.
Solo un gruppo di giappo-cini-coreane nn sembra risentire delle avverse condizioni climatiche e ride, felice, mentre addirittura alcune di loro sono impegnate in una video chiamata dall'altra parte del mondo.
Bah.... misteri!
Noi, non riusciamo neppure a usare il cell eppure siamo in Europa, nel continente Europa, queste addirittura tengono video conferenze... Vai a sapé!
Vorrei passeggiare intorno al lago, come qualche temerario fa, ma il terriccio è diventato fango e zavorrina non sembra assai d’accordo. Perciò, visto che ha ricominciato a piovere violentemente, ci avviamo verso l’unico ristorante che affaccia proprio sul lago. Con noi altri turisti bloccati e tutti siamo sconsolati mentre non accenna a diminuire.
Un saluto con un giovane papà belga che porta il suo piccolo Diego di 1 anno sulla schiena.
Passiamo una buona mezz’ora così, a vedere il lago e la pioggia... in una unione di rara tristezza!
Alla fine, decidiamo di muoverci, di provare a raggiunger Podgorica, nella speranza esca un po’ di sole. Prima di rimetterci in moto, facciamo una cosa che verrà apprezzata dai turisti, che cominceranno addirittura a fotografarci nelle nostre eccentriche mise: entriamo nel ristorante e chiediamo due sacchi di plastica, neri, esattamente quelli che normalmente si usano per la spazzatura. Foriamo in alto per il passaggio della testa, di lato per le braccia e le indossiamo come ulteriore protezione contro la pioggia che scivola via.
Alla fine, decidiamo di muoverci, di provare a raggiunger Podgorica, nella speranza esca un po’ di sole. Prima di rimetterci in moto, facciamo una cosa che verrà apprezzata dai turisti, che cominceranno addirittura a fotografarci nelle nostre eccentriche mise: entriamo nel ristorante e chiediamo due sacchi di plastica, neri, esattamente quelli che normalmente si usano per la spazzatura. Foriamo in alto per il passaggio della testa, di lato per le braccia e le indossiamo come ulteriore protezione contro la pioggia che scivola via.
Così conciati, ci avviamo al gabbiotto, recuperiamo i caschi, chiediamo indicazioni per la strada e partiamo.
Ci fermiamo dopo una mezzoretta circa e il tempo sembra essere migliorato: addirittura esce un po’ di sole; siamo al ponte sul Tara, il fiume considerato più bello di tutta Europa, senza ombra di dubbio uno dei migliori per fare Rafting.
La gola del fiume Tara è il canyon più profondo d’Europa con i suoi 1300 metri.
Crocevia fra tre strade, noi dobbiamo andare verso destra, a Podgorica, ma intanto facciamo una sosta per prendere qualcosa di caldo. La nostra vista è un maestoso ponte in pietra e cemento che domina la valle sottostante, tutto intorno è natura verde e rigogliosa.
C’è pure l’attrazione per i più temerari di lanciarsi nel vuoto agganciati a un cavo di acciaio. Un po’ come il volo dell’angelo tra Castelmezzano e Pietrapertosa in Basilicata.
Ritemprati, ma con indosso sempre i nostri sacchi della spazzatura, ci rimettiamo in sella.
Costeggiamo il fiume Tara, che scende nelle gole e si apre in piccoli rivoli. È di un verde acceso, che vira allo smeraldo. Mentre noi maciniamo kilometri, il fiume Tara, accanto, corre con noi e si lascia fotografare dagli strapiombi che incrociamo per la strada.
Siamo su una strada che si snoda dentro un canyon fantastico.
La tregua data dalla pioggia intanto è finita: dà questo momento in poi comincia a piovere così tanto che per un momento entrambi abbiamo pensato:
"oddio, e ora???"
La butta giù con i secchi, le auto che si incontrano lungo la strada a doppia corsia non aiutano.
Ci fermiamo dopo una mezzoretta circa e il tempo sembra essere migliorato: addirittura esce un po’ di sole; siamo al ponte sul Tara, il fiume considerato più bello di tutta Europa, senza ombra di dubbio uno dei migliori per fare Rafting.
La gola del fiume Tara è il canyon più profondo d’Europa con i suoi 1300 metri.
Crocevia fra tre strade, noi dobbiamo andare verso destra, a Podgorica, ma intanto facciamo una sosta per prendere qualcosa di caldo. La nostra vista è un maestoso ponte in pietra e cemento che domina la valle sottostante, tutto intorno è natura verde e rigogliosa.
C’è pure l’attrazione per i più temerari di lanciarsi nel vuoto agganciati a un cavo di acciaio. Un po’ come il volo dell’angelo tra Castelmezzano e Pietrapertosa in Basilicata.
Ritemprati, ma con indosso sempre i nostri sacchi della spazzatura, ci rimettiamo in sella.
Costeggiamo il fiume Tara, che scende nelle gole e si apre in piccoli rivoli. È di un verde acceso, che vira allo smeraldo. Mentre noi maciniamo kilometri, il fiume Tara, accanto, corre con noi e si lascia fotografare dagli strapiombi che incrociamo per la strada.
Siamo su una strada che si snoda dentro un canyon fantastico.
La tregua data dalla pioggia intanto è finita: dà questo momento in poi comincia a piovere così tanto che per un momento entrambi abbiamo pensato:
"oddio, e ora???"
La butta giù con i secchi, le auto che si incontrano lungo la strada a doppia corsia non aiutano.
Sotto un diluvio di grandi proporzioni noi continuiamo in sella alla @triumphtiger800xc aiutati molto dalle @PirelliScorpionTrail che tengono benissimo l'asfalto bagnato. Non possiamo fermarci, perché siamo nel bel mezzo di un canyon di gole profonde su una strada dove si vede solo verde e montagne.
Passiamo per il Biogradska Gora, altro parco naturale, ma fermarsi è impossibile per due pulcini.
Mentre il diluvio imperversa è non si vede più nulla, decidiamo di fermarci accanto a una baracca dove una signora di una certa età aggeggia per chiudere. Vende gelati e altro non ben identificato da sotto al casco grondante. Zavorrina si avvicina, chiede se il caseggiato a 30 metri sia una struttura pubblica, un hotel, un riparo... Una qualunque cosa pur di toglierci da sotto al diluvio.
La poveretta risponde "Da Da" (Sì Sì).
Ci avviamo speranzosi... È una casa di privati, con i proprietari riparati sotto la tettoia che copre il balcone... Ci guardano, ci sorridono ma tornano alle loro faccende!!!
Solo due gatti sembrano essere solidali con noi...
Le scarpe di zavorrina intanto emettono inquietanti rumori... Ciaff Ciaff, mentre io, impavido, sfido il diluvio e con tanto di casco, faccio la pipì nel mezzo della campagna montegrina...
Ripartiamo, fradici ma sempre più determinati a raggiungere... forme di vita più socievoli!
Passiamo per il Biogradska Gora, altro parco naturale, ma fermarsi è impossibile per due pulcini.
Mentre il diluvio imperversa è non si vede più nulla, decidiamo di fermarci accanto a una baracca dove una signora di una certa età aggeggia per chiudere. Vende gelati e altro non ben identificato da sotto al casco grondante. Zavorrina si avvicina, chiede se il caseggiato a 30 metri sia una struttura pubblica, un hotel, un riparo... Una qualunque cosa pur di toglierci da sotto al diluvio.
La poveretta risponde "Da Da" (Sì Sì).
Ci avviamo speranzosi... È una casa di privati, con i proprietari riparati sotto la tettoia che copre il balcone... Ci guardano, ci sorridono ma tornano alle loro faccende!!!
Solo due gatti sembrano essere solidali con noi...
Le scarpe di zavorrina intanto emettono inquietanti rumori... Ciaff Ciaff, mentre io, impavido, sfido il diluvio e con tanto di casco, faccio la pipì nel mezzo della campagna montegrina...
Ripartiamo, fradici ma sempre più determinati a raggiungere... forme di vita più socievoli!
Al primo sobborgo che s'incontra a Podgorica ci fermiamo... c'è un bel motel con bar ancora stile baita, in legno... fa sconti ai centauri.
Appena ci vede il proprietario, sotto il diluvio, ci viene incontro. Ci fa fare manovra e ci invita nel bar-ristorante.
Un latte caldo per ritemprarci, ma una simpatica ragazza c'è lo serve freddo.
Potremmo fermarci qui per la notte ma... Abbiamo un'idea migliore.
Facciamo i 6 km che ci separano dalla Capitale e puntiamo dritti all'Hilton Hotel... Ce lo meritiamo!
Appena ci vede il proprietario, sotto il diluvio, ci viene incontro. Ci fa fare manovra e ci invita nel bar-ristorante.
Un latte caldo per ritemprarci, ma una simpatica ragazza c'è lo serve freddo.
Potremmo fermarci qui per la notte ma... Abbiamo un'idea migliore.
Facciamo i 6 km che ci separano dalla Capitale e puntiamo dritti all'Hilton Hotel... Ce lo meritiamo!























Ostica l'accoglienza, inclemente il tempo,surreale il vostro abbigliamento. Immagino voi due imbustati alla reception dell'albergo...Povera "zavorrina".
RispondiEliminaAhahah immagina me che grondo acqua e chiedo una camera
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