Dove si incontrano i due continenti
Buon risveglio e ottima colazione. Noi, come da nostra abitudine, facciamo credere a chi ci osserva di essere reduci da fame e carestia. Ma in verità, questo è l'unico pasto completo della giornata. La cena infatti è di fortuna perché spesso arriviamo così stanchi da volere solo un letto.
Mangiamo tutto e tanto in previsione della giornata di trekking e di... dieta forzata.
Lo yogurt skyr è fantastico, il salmone eccezionale, il caffè a fiumi... poi formaggi, uova, aringhe, insalate e tanto altro.
Riempiamo i nostri piatti di tutto e soprattutto di pane di ogni tipo, che tostiamo e farciamo con tutto, dalla cioccolata al solo burro.
Io mi cimento in uno strudel misto dolce e salato... Voglio capire come è fatto, ma a parte le mandorle tostate che si vedono, non capisco il mix di sapori.... Comunque è buono.
Dopo la nostra colazione interminabile, è arrivato il momento... ci immergiamo tra le dolci curve che ci conducono a Thingvellir.
Thingvellir è un sito storico, parco nazionale nonché patrimonio UNESCO. Questo posto è una inevitabile meta del viaggio in Islanda, sia per campeggiare sia per una escursione.
Da Reykjavík sono all'incirca 50 km. Il cielo è sereno e la giornata non molto fredda. I nostri occhi sono rapiti da boschi di betulle e salici. Qualche sosta per ammirare il paesaggio e godersi il silenzio.
Comodamente si arriva al piazzale del parcheggio da dove si può ammirare il lago Thingvallavatn, che è il più grande della nazione e ospita trote e salmoni di notevoli dimensioni.
Scendiamo dal piccolo promontorio e ci incamminiamo nell'Almannaggja.
In questo posto i primi clan d'Islanda regolamentarono la vita sociale che si stava costituendo, fu istituito l'Alpingi, il parlamento. A Thingvellir veniva tenuta un incontro annuale dove venivano promulgate oralmente leggi riguardanti il commercio e la vita sociale e risolte dispute tra clan. Il sito probabilmente fu scelto perché capace di ospitare i tanti partecipanti provenienti da ogni parte dell'isola che dovevano trattenersi per alcune settimane. Oggi nel posto preciso dove il Lögsögumaður, l'uomo di legge, Thorgeir Ljósvetningagoði, emanò le legge che stabiliva la conversione dal Paganesimo al Cristianesimo, è eretta una bandiera nazionale. Una legenda racconta che, al ritorno dal Alþingi, Thorgeir gettò le statue degli antichi dèi norreni nella cascata che prese poi il nome Goðafoss, la cascata degli dei.
E noi proseguendo in un dolce trekking, meravigliati e felici, raggiungiamo Goðafoss passando tra le enormi pareti della faglia Almannagjá e il fiume Oxarà, che alimenta Oxaràfoss la cascata. Tutto offre uno spettacolare momento nel viaggio.
Almannagjá è la faglia che divide le placca tettonica Americana da quella Euroasiatica. Da qui si può avere la reale percezione della deriva dei Continenti. Il movimento delle placche è stimato in circa 2 cm l'anno ed è questo a determinare la frequente attività sismica del Parco Nazionale di Thingvellir.
A poca distanza si trova Drekkingarhylur, una piscina naturale e profonda, che ha fama di essere stato un luogo punitivo per le donne e gli uomini accusati di reati quali l'adulterio, l'infanticidio e l'aborto.
La flora del luogo ci meraviglia, come ci entusiasma la cascata che ci sembra imponente. Tutto intorno solo silenzio e rumori della natura. L'Islanda si presenta a noi, in questo luogo scontato per chi visita l'isola, con la sua natura che la fa da padrone.
Continuiamo il nostro trekking da difficoltà zero, incamminandoci tra passerelle di legno e scale di pietre laviche, fino a raggiungere il lago dove è possibile immergersi e fare snorkelling nella sotterranea faglia di Silfra. La temperatura dell'acqua è di circa 4-5°C per tutto l'anno, questo è dovuto alla miriade di sorgenti sotterranee che rappresentano la maggiore fonte di affluenza dell'acqua del lago Thingvallavatn.
Siamo molto tentati dal fare snorkelling, ma abbiamo in mente di raggiungere il sito di Geyser per cui, essendo vicino alla capitale, rimandiamo a giro completato. Speriamo di riuscirci. L'idea di ammirare lo spacco tettonico che continua nelle profondità è assai eccitante.
Risaliamo al parcheggio dove c'è un piccolo punto ristoro e i bagni. Bagni gratuiti in quasi tutta la nazione e molto grandi, belli e pulitissimi. Ah! Popoli civili.
A proposito di civiltà, ci piace molto girare senza preoccupazioni, lasciamo qui e li le nostre cose, l'auto con la reflex in vista o lo zainetto, i soldi, i documenti e nessun pericolo di furto.
Si percepisce una assoluta assenza di malavita, la serenità con cui si gira è unica al mondo.
Riprendiamo la 4x4 e ci facciamo condurre per la strada di questo circolo d'oro. In poco tempo raggiungiamo Geysern. Qui siamo entrambi molto stupiti, ma io sembro un bambino che va la prima volta alle giostre.
Il sito è molto semplice, qualche abitazione qui e lì, un ristorante di ottimo cibo e un centro informazioni con l'inmancabile bagno. E per la prima volta da quando siamo in terra islandese, un micio ci viene incontro. È rosso, anche lui vichingo!!!! Ha il collarino e si fa accarezzare volentieri.
Girare il sito è facile e non ci vuole molto tempo.
Fin dall'arrivo i nostri occhi vengono colpiti dal fumo che fuoriesce dal sottosuolo. L'acqua delle pozze sulfuree raggiunge i 200° e molti cartelli invitano a non toccare.
Andiamo dal più grande... Geyser, colui che dà il nome poi a tutti gli altri, ma in verità ogni pozzo ha un suo nome.
Geyser oggi è dormiente e la sua attività è molto rara, tocca "accontentarsi" di Strokkur suo fratello minore, che da il suo spettacolo all'incirca ogni tre minuti e mezzo.
Uno show senza pagare alcun biglietto, in Islanda le attrazioni, per lo più naturalistiche, sono gratuite.
E poi arriviamo a Gulfoss e il cuore quasi si ferma! Il rumore ci avvisa già a distanza che qualcosa di maestoso sta per offrirsi alla nostra vista. Ma vedere realmente questa massa d'acqua correre e poi gettarsi con irruenza giù per cascate impetuose e sbuffanti è qualcosa di incredibile! E dire che il proprietario di queste terre voleva vendere tutto a una compagnia perché venisse costruito un mostro di nome centrale idroelettrica. Solo la figlia di lui, caparbia, mettendo su una compagna mediatica assai coinvolgente, riuscì a evitare la cosa.
Brava lei!
La giornata volge al termine. Diretti all'hotel macinianiamo chilometri nell'oscurità fino a che nn compare nel cielo una strana nube, no meglio, un'ombra dal colore indefinito.
Ci guardiamo, ma nn osiamo sperare sia lei. Più per scommessa che per convinzione, puntiamo le fotocamere degli smartphone in su e scattiamo.
Ad occhio nudo nn si riconosce benissimo essendo bassa l'attività del sole, ma dalla foto è lei..... Signori, sua maestà l'aurora boreale.
La felicità è incontenibile!!!! La abbiamo vista!!!!
Per poco, ma la abbiamo vista e chissà.... Capiterà ancora nel corso di questo viaggio meraviglioso!
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