SULLA VIA DI FRANCESCO


CAMMINO DI ASSISI
Lunedì 26/8/2013

11.37 riesco a salire a bordo del Regionale .... inizia il viaggio che mi porterà sulla Via di Francesco.

Non è iniziata bene la giornata, mi arrabbio con mio fratello per divergenze di vedute. 

Faccio il biglietto sul treno, credo con un piccolo sovrapprezzo. 
Il cielo non promette nulla di buono, fa freschetto nonostante l'orario. 

Treno che dovrebbe arrivare a Forli alle 18.15; porta 24 minuti di ritardo, nell'ultimo tratto da Cesena a Forlì recupera e arriva alle 18.35 giusto l'orario di partenza del bus. 
Lo becco al volo che è appena partito dalla pensilina, l'autista mi vede con lo zaino si ferma e mi chiama...mi fa salire. :) gentilissimo. 
Sul bus conosco Vincenzo di Taranto, è in Marina Militare, ha fatto un pezzo di percorso fino al monte de La Verna, sta tornando a prendere la sua auto ferma a Dovadola dinanzi il rifugio di Don Alfeo.
Arriviamo, conosciamo Vincenzo di Pompei Napoli, Don Alfeo e un abitante del luogo; posiamo gli zaini e via da Moreno per la cena del pellegrino, tagliatelle con ragù di cinghiale e coniglio alla cacciatora.
Al rientro Don Alfeo mi da la Credenziale e la guida poi scappa via per dire il Rosario nella chiesa dove ci sono le spoglie di Benedette Porro, mi spiega un po di cose il tarantino, un uomo con pochi capelli e rasati, occhiali, vestito da trekking con maglietta e pantaloncino sintetico sembra un tedesco; ho difficoltà nel caricare l'iphone, il mio caricatore non va più. Bel problema per domani, oltre a non poter avvisare a casa che va tutto bene non potrò nemmeno fare delle foto.

Apro il sacco a pelo e mi butto su un letto nella camerata dove già dorme l'altro Vincenzo, l'uomo di Pompei. Si sveglia e ci accordiamo per partire insieme, il primo ad alzarsi alle 7.00 sveglierà l'altro.
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 "Nutro ancora un desiderio cocciuto di incontri, di nuovi modi di pensare, di nuove strade. Sogno ancora steppe lontane, venti e piogge sul viso, sogno ancora di ardere sotto soli differenti."
- Bernard Ollivier - 



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