TRA CANYON E CASCATE

Bel risveglio al Klaustur Hotel, siamo di buon umore. Cosa ci aspetta nella sala delle colazioni? 
Ogni ben di Dio... Salmone e aringhe in tutte le salse. Stamattina il bacon ci sembra più buono del solito e mi sa che esageriamo. Il succo di mela e quello di carote vanno giù che è una bellezza. 
La vista dalla tettoia verandata è favolosa. A qualsiasi ora della giornata i colori sono eccezionali, sembra sempre di vedere un quadro. 
È molto romantico sorseggiare caffè o una tisana con la mente persa guardando li fuori. Il cielo va dall'azzurro al celeste passando per decine di differenti tonalità, la luce del sole colora le poche nubi di rosso e arancione, la brina esalta il verde che vien fuori dal suolo vulcanico. 
Meraviglia su meraviglia dopo l'Aurora Boreale a Thjódvegur. 

Pioviggina. E dopo l'ottima colazione e molte risate decidiamo di seguire il consiglio della recepcionist di ieri sera e, dopo una breve sosta dal meccanico-gommista del borghetto per controllo pneumatici, raggiungiamo il canyon di Fjadràrgljùfur. 
Una particolarità ci colpisce in questo viaggio:  sono tutti estremamente gentili e rilassati, ti trovi davanti questo omone con la salopette grande e grosso, con enormi pilastri al posto delle dita, che metterebbe paura a chiunque avendo tutte le sembianze dei vichinghi a cui ci hanno abituati film e letterature e invece... mostra una dolcezza e una gentilezza senza eguali. Ci spiega che il sali-scendi delle strade, i numerosi dossi, creano uno scompenso più alla centralina che accende la spia, che ai pneumatici veri e propri. 

Il canyon di Fjadràrgljùfur per certi versi ci ricorda l'immenso canyon visto in Montenegro. 
L'acqua limpida ha scavato un bel canyon come sempre nero e verde. La pioggia non ci voleva anche se rende tutto più particolare. 
Momento di tristezza quando scopriamo di aver cancellato delle foto bellissime di un precedente viaggio romantico a cui tenevamo molto... Ah, La testardaggine! 

Poco male... Dopo uno sfogo e l'aiuto di due cari amici nonché professionisti nel settore informatico e fotografico, ci riprendiamo. 

Forse  non tutto è perduto, forse qualcosa la recupereremo cambiando la scheda di memoria o forse non potremmo mai più mostrarle a nessuno... Però quei giorni resteranno sempre dentro i nostri cuori. In fondo, l'uso forse smodato e ipertrofico di cellulari come macchine fotografiche, porta ad avere quantità di scatti che raramente si stampano come in passato e spesso nn vengono più rivisti. Ma il volto e la voce di una persona cara nn restano per sempre dentro di noi anche senza ammennicoli tecnologici? Le emozioni vissute in un viaggio particolarmente desiderato e vissuto con la consapevolezza che fosse l'inizio di una nuova strada, non redtano comunque anche senza una foto modificata? 

Il cammino oggi è a rilento. Ci fermiamo spesso per gustarci dei paesaggi unici. I famosi cavalli islandesi, docili e piccolini da sembrare dei pony, si fanno avvicinare e accarezzare. Giochiamo a farli mangiare un po' di erba, mentre le pecorelle libere al pascolo scappano sulle loro mini zampette e il corpo pieno di lana che ricopre il loro viso quasi per intero. Sono buffissime! 
Più ci avviciniamo al Vatnajökull, il ghiacciaio più grande e più ci sembra di essere ne "il trono di spade". In effetti è stata girata qui la serie. 
Raggiungiamo la zona di Skaftafell da dove partono una miriade di trekking. Noi facciamo quello "generale" che porta alla cascata di Svartifoss, famosa per le sue colonne di basalto... Ricordate? Il trono di spade. Passiamo in mezzo a una particolare flora costeggiando il canyon creato dallo scorrere del fiume. Dietro di noi si apre una grande vallata, davanti si sale per quasi 2 km. 
Dall'alto la vediamo... Svartifoss. 
E parte il balletto! Ormai è nostra consuetudine ballare dinanzi alle cascate sulle note di iko iko, una mini coreografia demenziale che impazza su tik tok. E noi ovviamente nn ci sottraiamo mai quando si tratta di essere un po' scemi!!!! Per chi si fosse fatto incuriosire da queste parole, cercate su tik tok il profilo viaggiando nel globo e godersi lo spettacolo. Astenersi dai commenti malevoli, grazie! 

Il pomeriggio è inoltrato e siamo pochi lungo il percorso. Facciamo la conoscenza di una coppia americana del Colorado, lui enorme e pelato, più largo che lungo. Risatona americana, è un militare della US Navy che conosce bene le basi USA in Italia... Shit! 
È simpatico e si offre di farci una foto con lo sfondo favoloso. 
Un po' di tempo ad ammirare la forza del getto d'acqua che vien giu tra le colonne di basalto nere e riprendiamo il trekking. Siamo abbastanza sudati quando raggiungiamo il parcheggio e l'odore di fish & chips proveniente da un piccolo camioncino ci invita. 
Il vento è fortissimo, tanto da far sbandare la 4x4. Tiriamo su una strada dritta in mezzo al nero cenere, da un lato i ghiacciai dall'altro l'oceano impetuoso.
Ci fermiamo a Jökulsarlon ma la luce non aiuta né a fare foto tantomento a godere dei colori che la laguna offre. 

Tiriamo dritto verso Höfn, graziosa cittadina meridionale e raggiungiamo la guesthouse che ci ospiterà per la notte. Qualche telefonata con la gentile quanto stonata proprietaria che non conoace whatsapp (alleluja) per accordarci su bagno privato (fondamentale) e cucina... Sí.. Stasera vogliamo la pasta!

Il cottage è molto carino, è una depandance di fianco alla casa padronale. Si entra togliendosi le scarpe, come in tutte le case islandesi. 

Dalla valigia vengono fuori i tortellini e la panna... pochi minuti et voilà la cena è pronta... E pure economica. 
In camera la porta del patio non si chiude... Rimane aperta. Una cosa impensabile nel sud dell'Europa. Ma qui tutto trasuda fiducia nell'altro, accoglienza per il viandante, solidarietà per chi ha bisogno.
Gli antichi greci, che pure appartenevano ad una cultura differente, sarebbero orgogliosi di queste popolazioni che spesso con sufficiente ignoranza bolliamo quali selvagge. Invece, ci sarebbe tanto da imoarare.... E viaggiare serve proprio a questo!

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