Un giorno nella Capitale... tra spese e sorprese!
Ottavo Giorno
Giornata presa molto tranquilla. Tanto sonno rigeneratore, caffè italiano con la moka, doccia rinfrescante, pantaloncino e maglietta e via per le meraviglie della Capitale.
Mutrah quartiere storico dove c'è il souq più grande del Paese.
Permane il fascino di un tempo grazie alle case con i balconi in legno fondate sulla Corniche (in arabo lungomare) per ricchi artigiani del '700.
Se qualche guida vi dice che sia nel quartiere che nella moschea possono entrare solo sciiti non è vero... io ci sono entrato!
Permane il fascino di un tempo grazie alle case con i balconi in legno fondate sulla Corniche (in arabo lungomare) per ricchi artigiani del '700.
Se qualche guida vi dice che sia nel quartiere che nella moschea possono entrare solo sciiti non è vero... io ci sono entrato!
Da cornice allo splendido quartiere, ex antica città fortificata, una ripida dorsale montuosa e le porte di ingresso alla città; un tempo dalle 22 alle 8 del mattino seguente, le porte rimanevano chiuse senza possibilità di entrate e/o uscite.
Il Museo Nazionale, un edificio quadrato di marmi bianchi, è di fronte al Palazzo del Sultano ai piedi di montagne di roccia. Nessuno sa mai dove si trovi Sultan Qaboos, per cui la legenda che narra di bandiere a piena asta per dare messaggio che il Sultano sia in casa, è errata.
Sul cancello del palazzo, risplende il simbolo dell’Oman. E in ottone, lucido, sembra più bello.
Sul cancello del palazzo, risplende il simbolo dell’Oman. E in ottone, lucido, sembra più bello.
Mi perdo nel mezzo di questa piazza, creata nel mezzo tra le montagne e la strategica baia divenuta, ai tempi del colonialismo, il porto marittimo Portoghese. Sembra una fortezza naturale, completata da porte di accesso e torrette di avvistamento su alti scogli o sulle ripide montagne.
Tutto intono, il sole si specchia nel bianco accecante del marmo, qua e là macchie di colori da fiori bellissimi ed esotici.
Qui, in questo ampio spazio tra il Palazzo di Sultan Qaboos e il Museo di Storia Nazionale, la mia attenzione è rapita da una moto fuoristrada come la mia e da una tipa intenta a fare foto con il treppiedi; ci giro intorno per vedere la targa... Espana!!!
Beh... Gli ingredienti ci sono tutti, e chi mi conosce lo sa.
Spagna
Moto
Wild
Viaggio
...
La curiosità spinge non solo me a farle domande, ma anche i miei amici.
Lei é Maria Elsi Rider, è in sella da 2 mesi circa ed è partita dalla sua città, Oviedo, passando per Turchia, Iran, EAU...
Qualche sponsor per la sua impresa, giusto per un po' di equipaggiamento, vestiario da biker, pneumatici e sistemazioni varie.
Dice di aver avuto solo un problema al pignone per via delle strade dissestate in Pakistan, poi tutto liscio.
Arriverà fino al confine con lo Yemen, a Salala, e poi risalirà la Penisola Arabica per fare ritorno a casa... Pian piano... Ripercorrendo tutto.
Mi consiglia Cappadocia e Pamukkale in Turchia; parliamo a quattrocchi tra biker, di strada, polvere e pneumatici... le confido la mia idea... mi dà spunti.
Ci scambiamo i blog e i contatti. Rientrerà a Muscat per un discorso alla Comunità spagnola in Oman, prima di riprendere il lungo viaggio in sella alla sua BMW-GS.
Spagna
Moto
Wild
Viaggio
...
La curiosità spinge non solo me a farle domande, ma anche i miei amici.
Lei é Maria Elsi Rider, è in sella da 2 mesi circa ed è partita dalla sua città, Oviedo, passando per Turchia, Iran, EAU...
Qualche sponsor per la sua impresa, giusto per un po' di equipaggiamento, vestiario da biker, pneumatici e sistemazioni varie.
Dice di aver avuto solo un problema al pignone per via delle strade dissestate in Pakistan, poi tutto liscio.
Arriverà fino al confine con lo Yemen, a Salala, e poi risalirà la Penisola Arabica per fare ritorno a casa... Pian piano... Ripercorrendo tutto.
Mi consiglia Cappadocia e Pamukkale in Turchia; parliamo a quattrocchi tra biker, di strada, polvere e pneumatici... le confido la mia idea... mi dà spunti.
Ci scambiamo i blog e i contatti. Rientrerà a Muscat per un discorso alla Comunità spagnola in Oman, prima di riprendere il lungo viaggio in sella alla sua BMW-GS.
Con nella mente un'idea, riprendo con gli altri la visita la Museo Nazionale, partendo dalla preistoria, i terrazzamenti, il sistema di canali oggi patrimonio Unesco, primo periodo islamico, periodo di mezzo, fino al rinascimento omanita che narra della storia di questo amato sultano, dalla destituzione del padre con l'aiuto del governo britannico
con un colpo di Stato nel 1970, fino ai giorni nostri.
È il leader arabo più longevo. Ha cambiato il Paese aderendo alle Nazioni Unite mettendo cosi fine all'isolamento dell'Oman e ha attuato politiche per l'avvicinamento agli altri paesi arabi, sfociando nell'ammissione alla Lega araba nel 1971.
Rispetto agli standard del Golfo Persico, l'Oman garantisce un buon ordine pubblico, è infatti un Paese estremamente sicuro, ha sviluppato una discreta economia ed è una società abbastanza permissiva.
Il Sultano Qabus bin Said Al Said ha intrecciato relazioni internazionali, liberalizzato i giornali, messo su università, costruito autostrade e aperto centri commerciali e alberghi.
All’interno ci sono suppellettili di ogni tipo: armi, spade, i famosissimi pugnali omaniti finemente lavorati e cesellati in argento, pezzi di ceramiche risalenti a diversi periodi, abiti tradizionali, esempi di mobilia, quadri. Due ore non bastano se si vuole osservare tutto con attenzione certosina, infatti complice anche l’orario quasi di chiusura, su qualche cosa tocca sorvolare.
Ci godiamo la baia strategica che fu usata anche dai conquistatori portoghesi, come ci ricordano i segni lasciati sulle roccia che si immergono nel mare e le torri di avvistamento;
ci immergiamo nel Souq di Matrah dove anche i più refrattari allo shopping compulsivo, non possono resistere a un tripudio di colori, odori, sapori. Il suq di Matarh non è il classico bazar orientale, come altri sparsi nel globo, sebbene abbia molto in comune con essi. E’ ordinato, pulito, i commercianti non hanno nulla della foga altrove osservata mentre ti invitano a visitare la loro bottega. Dagli argenti all’incenso, dalle stoffe ai souvenir è tutto uno sgranare gli occhi. E, cosa singolare, qui non abbondano chioschetti che vedono cartoline riprodotte in serie. Segno che il turismo di massa qui nn è arrivato (ancora!). village people ? no, thanx!
La sosta più lunga, per l’acquisto di pashime e foulard. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i colori: in seta, cotone, kashmir. In buona sostanza, per tutte le tasche. Che, nel giro di un’ora o poco più, si svuotano. In compenso si appesantiscono le braccia…..tra buste e bustine!
Breve sosta a casa, il tempo di indossare il costume e poi raggiungiamo Nakhal. Siamo un bel gruppo misto, formato da italiani e omaniti. A Nakhal ci sono delle piscine naturali di acqua calda che sgorga direttamente dalla montagna.
Ci immergiamo in quelle che sono considerate acque curative; le persone del posto le considerano sacre, pregano in moschea per chiedere guarigioni a Dio e poi vengono a Nakhal ad immergersi... tipo Lourdes.
È un regalo fantastico che non ci aspettavamo, ma le sorprese non sono finite per noi ospiti, i nostri amici ci portano una gustosissima cena take away che consumiamo sui tavoli di pietra di fianco ai terrazzamenti di acqua "magica".
La stanchezza a fine giornata si fa sentire e senza neppure accorgercene, ci appisoliamo in questa acqua calda mentre, appoggiato il mento sulle mani, ci godiamo il panorama da una sorta di balcone naturale da cui l’acqua scivola via, in mille rivoli. Intorno, chiassosi ragazzi omaniti che apprezzano quanto noi l’esperienza.
Ci immergiamo in quelle che sono considerate acque curative; le persone del posto le considerano sacre, pregano in moschea per chiedere guarigioni a Dio e poi vengono a Nakhal ad immergersi... tipo Lourdes.
È un regalo fantastico che non ci aspettavamo, ma le sorprese non sono finite per noi ospiti, i nostri amici ci portano una gustosissima cena take away che consumiamo sui tavoli di pietra di fianco ai terrazzamenti di acqua "magica".
La stanchezza a fine giornata si fa sentire e senza neppure accorgercene, ci appisoliamo in questa acqua calda mentre, appoggiato il mento sulle mani, ci godiamo il panorama da una sorta di balcone naturale da cui l’acqua scivola via, in mille rivoli. Intorno, chiassosi ragazzi omaniti che apprezzano quanto noi l’esperienza.

































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